OBEY a Napoli: la street art di Shepard Fairey alle Gallerie d'Italia (e in strada)
Fino al 6 settembre 2026, le Gallerie d'Italia di Via Toledo ospitano una delle mostre più discusse e visitate dell'estate italiana: "OBEY: Power to the Peaceful", dedicata a Shepard Fairey, in arte OBEY, l'artista americano che ha trasformato la street art in linguaggio politico universale.
Se non l’hai ancora vista, hai tempo. Se stai pianificando un soggiorno a Napoli, mettila in cima alla lista.
Chi è OBEY e perché la sua arte arriva così in profondità
Shepard Fairey ha cominciato nel 1989 con uno sticker ironico su André the Giant, creato come studente di design. Da quella piccola provocazione ha costruito uno dei linguaggi visivi più riconoscibili del pianeta.
Il suo poster “Hope” per Barack Obama nel 2008 è diventato uno dei simboli culturali del decennio.

La mostra esplora la tensione tra i grandi disequilibri globali — ambientali, sociali e politici — e la possibilità, ancora viva, di un cambiamento collettivo fondato sulla forza della pace come atto politico. Le opere di Shepard Fairey, dirette, grafiche e schiette, raccontano da sempre le contraddizioni del nostro tempo: propaganda e controinformazione, giustizia e disuguaglianza, diritti negati e voci che resistono.

Il percorso espositivo: quattro sezioni, oltre 130 opere
La mostra riunisce oltre 150 opere tra pezzi iconici, quindici inediti e rarità d’archivio, realizzati su carta, legno, tela e alluminio. Il percorso si articola in quattro grandi sezioni: People Power, Propaganda, Guerra e Pace e Giustizia Sociale.
La sezione Nuove Opere raccoglie lavori creati appositamente per Napoli: il motivo floreale diventa filo conduttore simbolico — il fiore come immagine di delicatezza e resistenza, in dialogo con la tradizione artistica e poetica della città.
Napoli come sfondo: l'arte va anche in strada
La mostra non si esaurisce nelle sale del museo.
Il progetto si estende anche nello spazio urbano: OBEY interviene sulla scalinata monumentale della Chiesa di Donnaregina Nuova, parte del circuito MuDD, e firma un grande murale in Via Carlo Miranda 15, nel quartiere Ponticelli.
Chi visita la mostra in museo può poi esplorare questi interventi urbani e capire come il lavoro di Fairey esca dalle pareti espositive per occupare lo spazio pubblico — esattamente come ha sempre fatto in tutto il mondo.
Informazioni pratiche
- Dove: Gallerie d’Italia – Napoli, Via Toledo 177;
- Fino al: 6 settembre 2026;
- Orari: mar–ven 10.00–19.00; sab–dom 10.00–20.00; lunedì chiuso;
- Prezzi: intero 8 €, ridotto 4 €; gratuito under 26, scuole, clienti Intesa Sanpaolo;
- Prenotazioni: gallerieditalia.com | numero verde 800.167619;
Da abbinare: passeggiata su Via Toledo
Le Gallerie d’Italia si trovano su Via Toledo, una delle strade più vive e percorse di Napoli. La visita alla mostra si inserisce naturalmente in una passeggiata che può toccare la Stazione della Metropolitana dell’Arte di Toledo (una delle più belle d’Europa), Piazza del Plebiscito, il Palazzo Reale, Castel Nuovo e il lungomare. Una mattina o un pomeriggio che riempie occhi e mente.
Dove soggiornare
La Guest House Binario Centrale è posizionata in modo ottimale per raggiungere le Gallerie d’Italia: il centro storico di Napoli è tutto percorribile a piedi o in pochi minuti di metro.
Via Toledo è uno degli assi principali della città, a breve distanza dalla nostra struttura.
OBEY (Shepard Fairey). Biografia
Shepard Fairey (Charleston, 1970) è l’artista dietro Obey, il cui nome d’arte deriva dalla campagna di sticker André the Giant has a Posse del 1989, realizzata quando l’artista era ancora uno studente della Rhode Island School of Design.
Da quel momento il suo nome è stato associato all’iconico volto stilizzato del wrestler francese André the Giant e il suo percorso è proseguito attraverso l’hip hop e il punk rock, culture che gli hanno insegnato a mettere in discussione le convenzioni sociali.
Attraverso questa poetica che anima tutte le sue opere, lo street artist invita il pubblico ad interrogarsi e ad assumere una posizione critica riguardo tematiche di grande rilevanza ambientale, sociale e politica.
Il linguaggio di Shepard Fairey è essenziale, audace e trae ispirazione dall’arte d’avanguardia e di propaganda del Novecento, dal Futurismo al Costruttivismo russo. Shepard Fairey ha esposto in importanti istituzioni culturali e gallerie in tutto il mondo.

